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Madre e figlia avvelenate con la ricina: un'amica ha mentito
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Madre e figlia avvelenate con la ricina, svolta ad un passo: chi ha mentito

madre e figlia avvelenate con la ricina a Pietracatella

Finalmente la svolta nel caso di madre e figlia avvelenate con la ricina e morte a Pietracatella. Una persona ha mentito.

Dopo i nuovi interrogatori che hanno coinvolto anche alcuni amici di famiglia, ecco la svolta nel giallo di madre e figlia avvelenate con la ricina e morte. La polizia, infatti, è venuta a conoscenza di una situazione controversa. In particolare di un’amica di Antonella Di Vita che avrebbe mentito, o meglio, che non avrebbe esposto del tutto alcune situazioni concernenti la famiglia coinvolta nella tragedia di Pietracatella, in provincia di Campobasso.

macchina della polizia modello Alfa Romeo Giulietta di profilo in strada

Madre e figlia avvelenate con la ricina: chi ha mentito

Il caso di madre e figlia avvelenate con la ricina e morte a Pietracatella, in provincia di Campobasso, sembra poter avere finalmente una svolta verso la verità. Le indagini delle forze dell’ordine sono arrivate ad un punto decisivo grazie agli ultimi interrogatori che hanno visto coinvolti alcuni amici della famiglia.

Da quanto emerso, gli inquirenti avrebbero scoperto una imporrtante verità. Antonella Di Vita, morta insieme alla figlia Sara, avrebbe voluto il divorzio dal marito. Adesso, a seguito degli ultimi faccia a faccia in Questura, una persona risulterebbe indagata. Si tratta di un’amica intima della vittima, denunciata per favoreggiamento dopo aver mentito ripetutamente agli inquirenti.

I messaggi trovati nelle chat: la svolta

La svolta nel giallo di Pietracatella è arrivata in queste ore. Nelle chat di WhatsApp, Antonella Di Vita si sarebbe sfogata in diverse occasioni con una persona di fiducia residente nello stesso comune. Le raccontava le sue profonde ansie, i problemi con il marito Gianni, e stando a quanto a si apprrende, le avrebbe persino parlato di “separazione”. Una situazione di cui questa donna, amica di Antonella, non aveva però fatto alcun cenno agli inquirenti.

Secondo la Procura, la donna avrebbe consciamente “ostacolato l’attività di ricostruzione dei fatti”. Ma l’amica della vittima non sembra essere l’unica ad aver remato contro la verità. In generale gli inquirenti hanno apertamente parlato di un clima ostile e di diffuse reticenze registrate nel corso delle circa 160 audizioni effettuate a Pietracatella.

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ultimo aggiornamento: 15 Giugno 2026 11:00

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